| Società comunale, è scontro |
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C’è aria di crisi dentro la maggioranza di Pomezia. Una crisi che non arriva tanto per i programmi amministrativi e le scelte da adottare nell’immediato, per le quali sembra esserci invece largo consenso alle direttive del sindaco De Fusco. Riguarda invece i rapporti interni al centrosinistra e vede il primo partito della coalizione, il Partito democratico, scagliarsi contro la gestione finanziaria dell’ente. Ieri mattina un comunicato del l’unione comunale del Pd aveva aperto il fronte delle polemiche: nella nota il segretario Angelo Zanecchia evidenziava la «preoccupazione» del partito per lo stato della finanza pubblica del Comune di Pomezia, e chiedeva «una discussione che coinvolga amministrazione comunale e partiti di maggioranza per trovare soluzioni condivise». Nel comunicato si faceva in particolare riferimento al caso della Pomezia Servizi e della trasformazione societaria in essere, ribadendo «la netta volontà che i servizi rimangano con titolarità pubblica». Un chiaro riferimento alle farmacie comunali e all’ipotesi, ventilata dall’assessore alle Finanze Tintinago in una nostra intervista dei giorni scorsi, che potessero essere affidate ai privati nell’ambito delle modifiche statutarie della società comunale.
«Lo ha ribadito il sindaco De Fusco intervenendo al congresso del Pd ed è un punto da tenere fermo: la Pomezia Servizi è e rimarrà una società pubblica», ha spiegato Mesturini, usando le stesse espressioni che ieri ha voluto mettere a verbale durante la commissione finanze. «Le scelte programmatiche dell’amministrazione ha aggiunto Mesturini sono da condividere con i gruppi consiliare e con le forze politiche. Un assessore si deve rapportare al sindaco e alla maggioranza, non può decidere da solo su questi temi». Ma il fronte più acceso della polemica riguarda il caso della «gestione agevolata dei tributi», quel condono che partirà stamane a Pomezia e sul quale Mesturini avanza dubbi di legittimità rispetto alla società che si è aggiudicata l’appalto. «C’è una norma ben precisa afferma che prevede che chi si occupa della riscossione dei tributi deve essere iscritto all’albo. La società che si è aggiudicata l’appalto denuncia non lo è: per questo motivo ho verbalizzato in commissione la richiesta formale di una verifica degli uffici sulla legittimità di questa assegnazione. Questa società infatti sottolinea l’ex presidente del consiglio comunale non ha mai operato nel campo tributario, senza contare che metterebbe a disposizione dei locali inadeguati». Una polemica durissima che apre una spaccatura profonda dentro la maggioranza tra i primi due partiti del centrosinistra: Pd da una parte, Italia dei Valori dall’altra. Stefano Mengozzi Visualizza fotocopia dell'articolo Torna elenco comunicati stampa
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Ma a rincarare la dose a metà mattinata è stato l’ex presidente del consiglio comunale (adesso capogruppo dei Ds in consiglio) Marco Mesturini, che ha attaccato questa scelta rispetto alla Pomezia Servizi.
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